by Jessica | Juliet in Zena

INTERVISTA AD AKIO MARUYAMA

Leggi l'intervista ad Akio Maruyama con gli approfondimenti o riguarda la diretta della rubrica "4 Chiacchiere sull'Arte" dedicata alle bambole di carta giapponese dell'artista Akio Maruyama. Intervista a cura del direttore del Museo d'Arte Orientale Mazzocchi, Paolo Linetti, con la partecipazione dell'origamista Yuki Nagai.

LE WASHI-NINGYŌ DI AKIO MARUYAMA

In occasione della prima esposizione italiana di washi-ningyō al Museo Etnografico di Alessandria (08.12.2023-28.01-2024), il maestro Maruyama racconta la propria arte nella rubrica 4 Chiacchiere sull’Arte Giapponese

Intervista a cura di Paolo Linetti (direttore del Museo d’Arte Orientale Mazzocchi) con la partecipazione del maestro Maruyama collegato dal Giappone (città di Hamamatsu, prefettura di Shizuoka) e dell’origamista Yuki Nagai (residente in Italia e collegata dalla provincia di Alessandria).

03.11.2023

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SULLE WASHI-NINGYŌ

Intervista Linetti-Maruyama

Maruyama-sensei, come nasce questa sua passione?

La passione per le washi-ningyō nasce da mia madre che ha sempre insegnato quest’arte. Avevo 16 anni quando imparai a realizzare le bambole di carta, ma al tempo ero giovane e non ero molto interessato. Poi man mano che sono cresciuto ho iniziato ad approfondire la conoscenza e mi sono appassionato.

A.M.

Queste bambole, già dall’essenza stessa del materiale con cui sono fatte, sono di per sé un’opera d’arte e una tradizione giapponese

Paolo Linetti

Anesama-ningyō Akio Maruyama

A quale epoca risale l'arte delle washi-ningyō?

L’origine delle washi-ningyō risale al periodo Edo. A quel tempo le bambole venivano chiamate anesama-ningyō (bambola sorella) e tutta l’attenzione era concentrata sulle elaborate acconciature. Il più delle volte erano bambole senza mani e piedi.

A.M.

Esistono documenti, nella letteratura o nell'arte, che attestino la presenza delle washi-ningyō nella storia?

Non esistono (che io sappia) delle attestazioni di questo tipo. Quello che abbiamo sono vecchi libri.

A.M.

L’origine delle washi-ningyō, come le intendiamo oggi, risale al periodo Edo, quando si diffusero le anesama-ningyō. Ma la creazione di semplici bambole in carta per scopi rituali era già in uso nei secoli precedenti (tutta la storia qui). Tecniche e insegnamenti si sono tramandati per via orale, solitamente di madre in figlia.

Inoltre è bene sottolineare che i termini washi-ningyō e anesama-ningyō indicano due tipologie di bambole differenti.

Le washi-ningyō (bambole in carta washi) sono tutte quelle opere in cui il soggetto è una figura umana realizzata con la carta washi (letteralmente carta giapponese). Possono essere bambole tridimensionali come vere e proprie sculture, o bambole piatte con qualche elemento 3D.

Le anesama-ningyō (bambole sorella) sono invece un particolare tipo di bambola washi in cui è la testa ad essere la protagonista e il corpo, spesso stilizzato, ha il solo compito di supportarla.

Jessica | Juliet in Zena

carta washi

In che materiale sono fatte?

Per le washi-ningyō si utilizza questo tipo di carta che si chiama yūzen-washi. Ne esistono di due tipi: liscia al tatto o più ruvida. 

A.M.

Vorrei invitarvi a vedere quanto sono belle queste carte. L’abito da sposa sembra veramente in broccato. Quindi quando si parla di bambole di carta si deve pensare proprio a delle opere d’arte, come le sculture. Sono delle sculture di carta, impreziosite dalla carta stessa.

Paolo Linetti

La carta giapponese (washi) oggi viene utilizzata per i restauri di opere d’arte in tutto il mondo ed è patrimonio immateriale UNESCO.

Tra i tipi di washi più utilizzati per le bambole di carta giapponese ci sono la carta yūzen, dai colori brillanti che non sbiadiscono, e la carta chirimen con increspature che la rendono simile ai tessuti crêpe.

La tecnica di stampa e i motivi riprodotti rendono questi tipi di carta simili ai preziosi tessuti del passato.

Jessica | Juliet in Zena

Non si tratta di origami. È tutta un'altra tecnica, giusto?

. Inoltre con l’origami si possono riprodurre diverse forme animali, vegetali e oggetti. Mentre le washi-ningyō sono solo bambole con forma antropomorfa.

A.M.

Origami è l’arte di piegare la carta per creare figure animali, vegetali o di uso quotidiano, senza l’ausilio di colla. I fogli di carta washi utilizzati, sono solitamente quadrati e vengono piegati e ripiegati su se stessi (maggiori informazioni sugli origami qui).

Mentre l’arte delle washi-ningyō prevede l’uso di collanti e altri ausili. La carta non è solo piegata, ma tagliata, incollata e modellata come farebbe uno stilista con un abito. Ogni singolo elemento della bambola è creato a mano: dal cilindro bianco della testa, alla struttura del corpo, fino agli accessori decorativi per abiti e capelli.

Jessica | Juliet in Zena

In quanto tempo realizza una bambola 2D? E una 3D?

Dipende dalle bambole. Ad esempio impiego circa 1 ora per realizzare una bambola 2D hagoita.

Mentre per realizzare una bambola come la geisha con kimono semplice mostrata a video mi servono almeno 6 ore. Molte più ore sono necessarie per creare figure più complesse.

A.M.

E un principiante assoluto quanti anni ci metterà per raggiungere questo livello?

Difficile rispondere. Un principiante assoluto che inizia da zero impiega circa 2 ore per realizzare una bambola 2D hagoita.

A.M.

Queste bambole sono nate da un’abilità manuale che nel maestro si è affinata negli anni

Paolo Linetti

Rispondere a questa domanda è complesso perché dipende da vari fattori. La manualità varia da principiante a principiante, così come la costanza e le ore settimanali dedicate all’apprendimento.

In generale si consideri che la prima bambola 3D viene insegnata con un corso di terzo livello in circa 6 ore. Il design è semplice e il soggetto di fantasia, non tiene quindi conto di tutto un altro aspetto fondamentale nell’apprendimento di quest’arte: la conoscenza oltre che tecnica e manuale, deve essere culturale.

Ogni dettaglio delle bambole storiche (non di fantasia), ogni singolo elemento, riproduce esattamente lunghezze, nodi, accessori della tradizione, caratteristici della figura rappresentata. Il maestro Maruyama, facilitato dalla cultura di provenienza, ha raggiunto il suo attuale livello con decenni di esperienza.

Jessica | Juliet in Zena

SUL PROGETTO

Washi-ningyō, Fuji Musume, Noriko Maruyama

Perché quest'arte si sta perdendo?

Il motivo per cui quest’arte sta sparendo è purtroppo comune a quello di altre arti che si affidano alla manualità e alla sapienza artigianale: l’assenza di un ricambio generazionale e l’oblio di tecniche e conoscenze.

Jessica | Juliet in Zena

Yuki Nagai, Gambarina

Chi è Yuki Nagai?

Insegno origami a Casale Monferrato presso l’Associazione Yamato e da qualche tempo sto imparando le washi-ningyō da Maruyama-san per tramandare quest’arte anche qui in Italia perché si sta perdendo e io spero di far parte di questo progetto di salvaguardia.

Y.N.

Juliet in Zena

C'è una persona molto appassionata che vi ha fatto conoscere e che ha dato questa possibilità agli italiani. Volete parlarne?

Io e Jessica (Juliet in Zena) ci siamo incontrati attraverso Instagram. Dopo un contatto iniziale ci siamo man mano conosciuti e, parlando con lei che è appassionata di cultura giapponese e di washi-ningyō, è nata l’idea di questo progetto per tramandare la tradizione delle bambole di carta. Abbiamo così deciso di provare a introdurre le bambole in Italia attraverso una mostra e un progetto di tutela.

A.M.

Dopo aver presentato il progetto ad alcuni origamisti italiani e aver ricevuto la risposta entusiasta di Mirco Ulandi (Centro Diffusione Origami) abbiamo iniziato a organizzare una mostra all’interno del Museo Etnografico di Alessandria.

La proposta è stata accolta con interesse dalle associazioni giapponesi presenti sul territorio. Il Centro di Cultura Giapponese di Milano (grazie alla direttrice, la dott.ssa Keiko Ando Mei), la Fondazione Italia Giappone di Roma e il Consolato Generale del Giappone a Milano sono diventati enti patrocinanti dell’evento.

Per poter allestire l’evento e organizzare l’inaugurazione abbiamo quindi coinvolto Associazione Yamato di Casale Monferrato alla quale è associata anche Yuki che, fin da subito, ha offerto il suo prezioso sostegno prendendo parte al progetto.

Jessica | Juliet in Zena

Esposizioni di washi-ningyō, Gambarina

La prima mostra in Italia, date importanti

Il giorno 8 dicembre 2023 alle ore 15.30 verrà inaugurata la prima mostra italiana di washi-ningyō al Museo Etnografico “C’era una Volta” di Alessandria. Terminerà il giorno 8 gennaio 2024.

A.M.

Quante bambole saranno esposte?

Circa 40/50 bambole

A.M.

La mostra è stata prorogata al 28 gennaio 2024.

Tutte le informazioni sulla mostra al Museo Etnografico di Alessandria* cliccando qui.

*Il museo è conosciuto anche con il nome di  Museo della Gambarina perché collocato all’interno della “Gambarina Vecchia”, caserma del Settecento. Per tale motivo l’artista  Maruyama utilizza questo nome durante l’intervista.

Jessica | Juliet in Zena

SUI CORSI

Sono previsti dei workshop. Cosa si sarà in grado di fare dopo una giornata di corso?

I corsi sono di due tipi: online e workshop in presenza. Per i corsi online sono in programma 3 appuntamenti mensili per un totale di 5 diverse tipologie di bambole, nel periodo compreso tra dicembre 2023 e marzo 2024. Ogni appuntamento prevede la realizzazione di una bambola 2D che, a seconda della data scelta, potrà essere di livello principiante, primo livello o secondo livello.

Nella diretta vengono mostrati tutti i design. Clicca sull’immagine per vedere date e informazioni.

Se quando leggerai questa pagina, i corsi saranno già terminati, potrai contattare direttamente l’artista Maruyama per richiedere di partecipare al prossimo appuntamento. Qui tutti i design disponibili

Jessica | Juliet in Zena

Sono corsi autoconclusivi e non consequenziali?

Sì. I corsi principianti e quelli di primo e secondo livello sono autoconclusivi. Ogni giornata si conclude con la realizzazione di una bambola.

Sono anche non consequenziali, perché è possibile scegliere il corso che si preferisce.

Consigliamo però di svolgere i corsi per livelli, in modo da apprendere la tecnica con maggior facilità. Potrebbe ad esempio essere complesso per un principiante assoluto partire da un corso di secondo livello.

Jessica | Juliet in Zena

Per chi partecipa online dov'è possibile trovare il materiale per il corso?

I corsi online per principianti prevedono l’invio di un PDF stampabile. Può essere ritagliato e usato per la realizzazione della bambola oppure utilizzato come cartamodello sulla carta washi.

In generale i fogli di carta washi originale giapponese possono essere acquistati direttamente dall’artista Maruyama tramite il suo shop online.

Per i corsi di primo e secondo livello è previsto l’invio dal Giappone dell’apposito kit di carta washi con gli elementi pre-tagliati.

Jessica | Juliet in Zena

Quanti giorni impiega la carta washi ad arrivare?

Solitamente l’ordine viene consegnato in 3-4 settimane (il tempo varia in base alle operazioni di sdoganamento in Italia).

A.M.

Per chi si iscrive all'ultimo minuto è possibile utilizzare altra carta?

Sì, è possibile utilizzare altri tipi di carta come quella per origami.

Per partecipare ai corsi di primo e secondo livello sarebbe meglio essere in possesso del kit fornito da Maruyama perché le bambole sono composte da molti elementi ed è importante che tutti i partecipanti dispongano del materiale corretto durante la lezione.

Pertanto consigliamo di effettuare l’iscrizione con anticipo (almeno un mese).

È comunque possibile iscriversi fino a 3 giorni prima della data del corso per ricevere le indicazioni sul materiale da procurarsi autonomamente.

Qualora invece l’iscrizione ai corsi in programma fosse già stata chiusa è possibile chiedere informazioni sulle prossime date, scrivendo direttamente all’artista Maruyama sui suoi canali social o via email.

Jessica | Juliet in Zena

Quando è previsto l'arrivo del maestro Maruyama in Italia?

Durante il mese di aprile 2024 sarò in Italia e insegnerò le bambole in diverse città attraverso workshop in presenza. Tra le città previste Milano, Alessandria e altre.

A.M.

È la prima volta che viene in Italia?

Quando verrò ad aprile sarà la terza volta. Ma è la prima volta che vengo a insegnare bambole di carta giapponese.

A.M.

Grazie d’averci fatto vedere cose belle, d’averci fatto conoscere un’arte giapponese

e soprattutto, a livello mondiale, grazie di farla sopravvivere.

Paolo Linetti

JESSICA | JULIET IN ZENA
Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT