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Spose giapponesi, abiti e accessori della tradizione | 花嫁

by Jessica | Juliet in Zena
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Abiti da sposa giapponesi

Oltre agli abiti da sposa in stile occidentale ormai presenti anche nelle cerimonie nipponiche, esistono tre tipologie di abiti da sposa nella tradizione giapponese:

  • Shiromoku (白無垢): è l’abito formale con uchikake, totalmente bianco (白), utilizzato nelle cerimonie shintoiste;

 

  • Iro-uchikake (色打ち掛け): colorato e decorato con motivi portafortuna, è l’abito formale più comune, indossato ai ricevimenti e durante i servizi fotografici;

 

  • Hiki-furisode (引き振り袖): è invece un kimono colorato a maniche lunghe (furisode) e privo dell’uchikake, che risulta più comodo e pratico. Per questo viene preferito per le cerimonie meno formali.

Motivi e colori

Motivo di buon auspicio: gru

Buon auspicio | 吉祥文様

Il motivo di buon auspicio è un disegno dal significato benaugurante che richiama la natura animale o vegetale. Viene riprodotto su arredi e tessuti.

Ad esempio, negli abiti da sposa il motivo con le gru è molto popolare, poiché simboleggia longevità e armonia coniugale.

Colore rosso | 赤

Rosso, insieme al bianco e al nero, è il colore più comune per gli abiti da sposa giapponesi, poiché rispetta la tradizione ed è adatto a qualsiasi età.

Il suo significato simbolico è quello di allontanare il male, le sfortune e le malattie, attirando al contempo il bene. Motivo per cui è anche il colore dei torii, i portali posti all’ingresso dei santuari.

Colore nero | 黒

Il colore nero per gli abiti da cerimonia è da sempre in Giappone simbolo di eleganza, prestigio, lusso e buon auspicio. Essendo inoltre per sua natura un colore che non può essere “macchiato” da altri, rappresenta la fermezza e la capacità di seguire la propria volontà.

Kimono e obi

Uchikake | 打掛

Uchikake è un particolare tipo di kimono con leggero strascico sul fondo, che si diffuse nel periodo Muromachi (1336-1573) tra le famiglie samurai, quando il matrimonio divenne un importante rito per la successione del capofamiglia.

Indossato aperto, senza obi e sopra al kimono da sposa vero e proprio (furisode) è una sorta di soprabito.

Furisode nero | 黒引き振袖

Furisode nero è l’abito da sposa comunemente usato all’inizio dell’era Shōwa (1926-1989), quando gli abiti erano confezionati in casa e, alla fine della cerimonia, trasformati per poter essere riutilizzati in altre occasioni.

Poiché il furisode è un tipo di kimono con le maniche lunghe utilizzato solo dalle donne non sposate, la cerimonia nuziale rappresenta l’ultima possibilità di indossarlo.

Nodo tateya | 立て矢結び

Il nodo tateya è un modo di legare l’obi intrecciandolo sulla schiena in un grande fiocco.

Nel periodo Edo (1603-1868) era utilizzato dalle donne a servizio nelle case di samurai, daimyō e shōgun. Lavorare a palazzo era al tempo un compito molto ambito e rispettato, per questo motivo le ragazze di città iniziarono a imitarne lo stile raffinato, scegliendo di indossarlo con il furisode durante il proprio matrimonio.

Acconciature e accessori

Suehiro | 末広

Suehiro è un ventaglio pieghevole che, insieme all’hakoseko (筥迫) e al kaiken (懐剣) fa parte degli accessori abbinati all’abito da sposa tradizionale giapponese. 

Simbolo di buon auspicio, sottolinea anche l’eleganza e la riservatezza della sposa, poiché da aperto ne può nascondere il viso.

Tsunokakushi | 角隠し

Tsunokakushi è un copricapo, in origine indossato dalle ancelle delle case samurai per uscire.

Sinonimo di eleganza, si diffuse come copricapo da sposa nell’era Taishō (1912-1926), abbinato al furisode nero e all’acconciatura bunkin takashimada.

Va indossato solo durante la cerimonia e poi rimosso.

Bunkin takashimada | 文金高島田

Bunkin takashimada è un tipo di acconciatura  in uso in epoca Edo (1603-1868) tra le ragazze delle nobili famiglie samurai. La particolare forma del ciuffo raccolto molto alto sul retro, conferiva infatti un aspetto elegante e giovane.

Con la fine del sistema feudale giapponese in epoca Meiji (1868-1912), le cerimonie nuziali si diffusero anche tra i comuni cittadini e con esse gli eleganti abiti e acconciature da sposa, che vennero presi in prestito e riadattati da stili già in uso tra la nobiltà.

Il massimo della diffusione del bunkin takashimada si ebbe nel dopoguerra, grazie ai media che mostrarono famose attrici indossare parrucche con questa acconciatura.

Opere

Opera Uchikake

Sposa con uchikake di Akio Maruyama (2023). Sposa tradizionale giapponese con abito uchikake.

打掛 | 丸山晃生

Yūzen e Chirimen Washi | 18x15x31 cm

Collezione Washi-Ningyō Project Italia

Opera Buon auspicio

Buon auspicio di Noriko Maruyama (2023). Sposa con abito hiki-furisode e motivo di buon auspicio raffigurante delle gru.

吉祥文様 | 丸山典子

Chirimen Washi | 15x10x27 cm

Collezione privata dal 2024

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Opera appartenuta alla collezione curata da Juliet in Zena per il WASHI-NINGYŌ PROJECT. Abbinata a “Gru” di Tina Alves (sumi-e), è stata esposta al pubblico nel 2023/2024 durante la prima mostra italiana interamente dedicata all’arte giapponese delle washi-ningyō.

 

Opera Hanayome

Hanayome di Akio Maruyama (2023). Sposa tradizionale giapponese con tsunokakushi.

花嫁 | 丸山晃生

Yūzen Washi su Shikishi

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