Orizuru, il simbolo della gru e l'origine degli origami | 折鶴

by Jessica | Juliet in Zena
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Gru origami e vita millenaria

Simbolo di felicità, buona fortuna e lunga vita, la gru è un uccello di grandi dimensioni molto apprezzato nella cultura giapponese e, più in generale, nell’Asia orientale.

Si ritiene infatti che possa vivere fino a 1000 anni, restando fedele allo stesso partner per tutta la vita.

Presente nei dipinti del passato, è spesso utilizzata in cerimonie e decorazioni, oltre ad essere una delle forme più classiche degli origami, in cui viene chiamata  orizuru 折鶴 (gru origami).

Gru origami, orizuru

Origami | 折り紙

Origami è l’arte di piegare la carta per creare figure animali, vegetali o di uso quotidiano, senza l’ausilio di colla. I fogli utilizzati, solitamente  quadrati, si chiamano a loro volta origami o chiyogami (千代紙). 

L’origine di quest’arte è molto antica e risale probabilmente al Periodo Heian (794-1185), quando venne perfezionata la produzione della carta giapponese che rese possibile il suo utilizzo a corte per decorazioni religiose e cerimoniali. Si affermò poi tra le famiglie samurai con il termine origata (da ori 折りpiega e kata 形 forma) utilizzato per indicare la consuetudine formale di avvolgere preziosi e regali.

Divenne infine attività ludica con il nome di origami (da ori 折りpiega e kami  紙 carta) attorno al 1500, diffondendosi tra la popolazione nel Periodo Edo (1603-1868), quando la carta giapponese divenne un bene comune, facilmente reperibile da tutti.

Furisode | 振袖

Furisode è un tipo di kimono dalle maniche molto lunghe, ancora oggi indossato in ambito formale dalle giovani donne non sposate.

In origine le lunghe maniche erano probabilmente sventolate dalle sacerdotesse durante rituali shintoisti simili alla danza, utili per placare l’anima di una persona.

Successivamente indossati dalle nobildonne delle famiglie samurai, divennero anche strumento utile per inviare messaggi in codice durante il corteggiamento.

Opera Origami

Orizuru, ragazza con gru origami di Akio Maruyama (2023). Giovane ragazza nobile del periodo Edo, impegnata nella realizzazione di gru origami (orizuru).

折鶴 | 丸山晃生

Yūzen Washi | 21,5x16x16 cm

Collezione Washi-Ningyō Project Italia

Luogo: Museo Etnografico di Alessandria

Expo permanente

La bambola di carta ORIZURU è stata donata dall’artista Akio Maruyama, al Museo Etnografico di Alessandria.

Da gennaio 2024 è possibile vederla presso la “Sala Origami” in Piazza della Gambarina (AL), dove resterà in esposizione permanente, a memoria della prima mostra italiana dedicata alle bambole di carta giapponese, avvenuta proprio in questa sede.

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