North Island, la Te Ika-a-Māui dei māori

by Jessica | Juliet in Zena
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Te Ika-a-Māui, il nome māori della North Island ~

Viva, cosmopolita e culturalmente vivace, la North Island è un continuo pulsare e vibrare di elementi naturali e di persone. Tutti i colori si mescolano alla perfezione in lei:

il blu dei fiumi, dei laghi e del mare, il verde delle colline e dei campi coltivati, il bianco delle pecore e delle lunghe nuvole bianche sospese nell’azzurro del cielo. E ancora l’arancione del sole, il rosa delle pareti calcaree, il giallo delle colate sulfuree e il nero dell’oscurità. Quell’oscurità in cui le grotte risplendono, il cielo si illumina di stelle e la foresta si popola di buffi uccelli che non volano. Il marrone della calda terra in cui cucinare un hāngī e l’impalpabile colore del fumo che si addensa, della bruma che si innalza e del trasparente velo di pioggia che crea una poesia diversa in ogni istante, accompagnando i giochi di luce e ombre.

North Island, maori

Tutti i colori dell'Isola del Nord

E poi i colori delle persone che la abitano.

Quelli della cultura māori impregnata di bianco, di rosso e di nero: i colori della luce del mondo fisico, della fertile madre terra e dell’oscurità fluttuante da cui tutto ebbe origine.

I colori portati dai pākehā, i coloni di origine europea, e quelli degli asiatici, dei polinesiani e di tutti gli abitanti del mondo. Le sfumature di tutti coloro che hanno camminato sul suolo di questa grande isola decidendo di farne la propria casa, in una commistione che è riuscita ad andare oltre ai conflitti iniziali.

Tutte le sfumature di un’intera popolazione che, indipendentemente dalla sua origine, appartiene oggi con orgoglio alla stessa nazione e che qui si riunisce sotto a un unico nome: kiwi.

Curiosità

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Te Ika-a-Māui (Il pesce di Māui) è uno dei nomi māori della North Island. Secondo i miti polinesiani, l’isola abboccò come un pesce all’amo magico del semidio Māui che stava navigando in quelle acque a bordo dell’Isola del Sud (che a sua volta è conosciuta con il nome di Te Waka a Māui, La canoa di Māui).

Waitomo Caves sono delle spettacolari grotte sotterranee che risplendono, illuminate da piccole larve bioluminescenti.

Kiwi è una parola māori che in origine identificava un uccello endemico neozelandese, notturno e inabile al volo, considerato uno dei simboli del paese.

Il suo manto è coperto da una fitta peluria marrone simile a quella del frutto cinese che arrivò in Nuova Zelanda all’inizio del 1900 e che per questo prese il nome che tutti conosciamo, kiwi.

Non solo. Il termine è talmente legato alla cultura locale che ha finito per indicare anche l’intera popolazione, tanto che oggi dire kiwi equivale a dire abitante della Nuova Zelanda.

Hāngī è una tecnica di cottura māori che sfrutta il calore geotermico.

Viene scavata una buca nel terreno, nella quale sono accesi dei ceppi di legno che scalderanno alcune rocce introdotte per trattenerne il calore. A questo punto, come in un forno, carne e verdure saranno inserite all’interno di ceste e poi coperte, in modo da poter cuocere lentamente.

Quella dei “forni interrati” è una tecnica di cottura molto antica, che oggi sopravvive ancora in diverse parti del mondo, dalla Patagonia alle Azzorre.

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT