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Snaefellsnes, la penisola islandese tra matrimoni e folklore

by Jessica | Juliet in Zena
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Snaefellsnes, Islanda | Racconti ~

L’Islanda è un luogo magico in cui 24 ore possono racchiudere 4 stagioni, una penisola può contenere un’isola e una montagna essere la porta d’accesso al centro della terra. Ma andiamo con ordine.

Mi trovo in una deliziosa casetta gialla e, dalle enormi finestre, osservo un ruscello che scende in mezzo al verde, lambendo la facciata sul retro. Ho appena indossato una voluminosa gonna bianca sopra a caldissimi leggings termici e ora sto allacciando un paio di scarponcini in modo asimmetrico, perché da qualche giorno una caviglia mi sta dando problemi. Ma non mi importa.

4 stagioni in 24 ore

Le previsioni meteo dicono che sicuramente pioverà, poi smetterà, poi sicuramente ripioverà. Forse nel mezzo potrebbe però comparire qualche raggio di sole e questo fatto piuttosto insolito è sufficiente a rendermi ancora più felice. Perché in effetti il clima islandese è imprevedibilmente prevedibile. Basta partire dal presupposto che almeno una volta al giorno pioverà, che almeno una volta al giorno si verrà strapazzati dal vento freddo e che almeno una volta al giorno comparirà un arcobaleno. La parte imprevedibile sta nel capire in quale ordine e per quanto tempo si assisterà all’uno o all’altro fenomeno.

Felice della possibilità che il sole possa essere dei nostri, recupero spolverino e ombrello e, con decine di elastici invisibili nascosti tra i capelli, esco. Pronta ad affrontare venti sferzanti e pioggia a secchiate.

Elegantissimo in un completo spezzato, Mr. A. mi aspetta accanto a Varði, l’amico italiano naturalizzato islandese che ci accompagnerà a Budir (Búðir), dove stiamo per sposarci. Il fatto che quest’ultimo per farmi contenta indossi il lopapeysa, aggiunge felicità alla felicità.

Snaefellsnes, una penisola piena di mondi

Siamo a Saefellsnes (Snæfellsnes), un paio d’ore a nord di Reykjavik, nella penisola che per la ricchezza del paesaggio è considerata un’Islanda in miniatura: ghiacciai che affiancano campi di lava, vulcani, tranquilli villaggi di pescatori, spiagge bianche a poca distanza da spiagge nere e scogliere a picco sul mare.

Una penisola capace di contenere un’intera isola insomma. Ma non è tutto.

In questa terra magica sono racchiusi infatti anche mondi fantastici. Da quello sotterraneo di Jules Verne a cui si accederebbe proprio dallo Snæfell, al Trono di Spade che ha indirizzato verso il Kirkjufell montagne di turisti, fino alla terra di un leggendario guardiano custode di acque miracolose che curerebbero malattie e sfortune.

Perché Snæfellsnes resta prima di tutto un luogo mistico, dimora di spiriti guardiani e parte del folklore islandese.

Curiosità

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Snæfell, da cui prende il nome l’intera penisola, è il vulcano coperto dal ghiacciaio Snæfellsjökull, un luogo magico. La sua acqua curerebbe infatti malattie e sfortune sotto l’occhio vigile di un potente spirito guardiano che qui dimorerebbe.

La pioggia fa talmente parte della vita degli islandesi che non è insolito imbattersi in campagne pubblicitarie con modelli inzuppati dalla testa ai piedi. Anche perché, data la presenza del vento, l’ombrello il più delle volte risulta inutile.

Lopapeysa, è il tipico maglione in lana lopi, un filato che si ottiene dalle pecore islandesi. Riconoscibile per le decorazioni particolari viene utilizzato per motivi pratici perché è molto caldo, leggero e idrofobo. Caratteristiche perfette per l’umido clima dell’isola.

Búðir, è un piccolo villaggio tra campi di lava, oggi conosciuto principalmente per la caratteristica chiesetta.

Kirkjufell (montagna della chiesa) per la forma caratteristica era conosciuta dai navigatori danesi anche con il nome di Sukkertoppen (cima di zucchero).

Sicuramente lo hákarl, squalo fermentato islandese, è il piatto più famoso del luogo. Anche se la “prelibatezza” culinaria riconoscibile per il forte odore di ammoniaca, che le è valso il nomignolo di squalo putrefatto, attira ormai più i turisti dei residenti.

Lettura consigliata

  • "Viaggio al centro della terra" di Jules Verne

Classico della letteratura che ha fatto sognare generazioni ed è stato fonte di ispirazione anche in tempi più recenti, è ambientato in Islanda nella parte introduttiva.

Viaggio al centro della Terra è la mirabolante spedizione nelle viscere del mondo intrapresa dal professor Otto Lidenbrock, scienziato noto in tutta la Germania, dal nipote Axel e da Hans, la guida che li accompagnerà per l’intera durata dell’avventura. All’origine di tutto quanto, la scoperta da parte dello scienziato di una vecchia pergamena in cui, in linguaggio cifrato, venivano fornite precise indicazioni per raggiungere il centro della Terra attraverso l’entrata posta in un vulcano islandese. Le avventure che il gruppo vive per arrivare al cuore del pianeta sono straordinarie e non a caso al libro arriderà una tale fama da renderlo fin da subito uno dei più letti di Jules Verne. Una storia destinata ad accendere la fantasia dei suoi contemporanei, anche per merito delle splendide incisioni di Édouard Riou, che accompagnavano le prime edizioni del volume. Il libro si è guadagnato un posto di rilievo anche tra i romanzi del cosiddetto ciclo “alla scoperta del mondo perduto”. Ma anche negli anni a noi più vicini è diventato uno dei testi di riferimento del “genere steampunk”. Da questo romanzo sono stati tratti innumerevoli film, serie televisive e videogame.

Fonte: ibs.it

Jules Verne, Viaggio al centro della Terra

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT