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I semi rossi portafortuna, dall’India al resto del mondo

by Jessica | Juliet in Zena
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Piccoli, leggeri, duraturi e naturali sono i Red Lucky Seeds, i semi rossi portafortuna della pianta di sandalo rosso (Adenanthera pavonina).

I semi rossi in Amazzonia

Li vidi per la prima volta alla fine degli anni ‘80, quando ricevetti in dono uno strumento musicale proveniente dal Maranhão, l’area nel nord-est del Brasile.

Era un sonaglio composto da una piccola zucca svuotata, rivestita da un intreccio di corda di cotone, impreziosito da piccoli semi duri di colore rosso. Sbatacchiato qua e là produceva un suono simile a quello delle maracas e io, bambina, non potevo resistere al suo fascino rumoroso.

Mi venne detto che il popolo da cui era stato realizzato si chiamava Guajajara. Un fiero gruppo etnico indigeno amazzonico, conosciuto per i colorati copricapi adornati di piume, per essersi opposto fino all’ultimo all’invasione dei colonizzatori e per proteggere l’ambiente, difendendolo dai taglialegna illegali attraverso l’istituzione dei guardiani della Foresta Amazzonica (ufficializzati recentemente e non senza conseguenze drammatiche).

Semi rossi portafortuna - Red Lucky Seeds
Strumento musicale guajajara con semi rossi

Dall'India al resto del mondo

Ritrovai gli stessi semi sul finire degli anni ’90, questa volta in una collana proveniente dalle polinesiane Isole Marchesi. Fu allora che scoprii che i semi della pianta di Adenanthera pavonina sono originari dell’area indiana ma si sono diffusi in buona parte delle aree tropicali dell’intero pianeta: dal Sud-Est Asiatico alla Polinesia, dal Sud America all’Africa. Per questo motivo sono conosciuti con un gran numero di nomi, il più ricorrente dei quali è Saga seeds.

I semi rossi come unità di misura

Ciò che rese famosi questi semi in passato fu anzitutto la loro peculiare caratteristica d’avere sempre uguale peso e dimensione. Con una forma tondeggiante che ricorda un cuore cicciottino di 9 mm di diametro e il peso di circa 1 grammo ogni 4 semi (109 semi per un’oncia), divennero un’affidabile unità di misura per pesare oro, argento e pietre preziose durante il medioevo asiatico.

Semi rossi come unità di misura
Dimensione dei semi rossi

I semi rossi nei gioielli

Sinonimo di speranza fin dai tempi antichi, di colore rosso acceso in modo naturale, lucenti e resistenti, i piccoli semi di Adenanthera pavonina sono utilizzati oggi soprattutto per creare gioielli e ornamenti in Asia, Polinesia e Sud America.

Semi rossi della fortuna, Semi corallo (per il colore caratteristico), Semi circassi (per la loro bellezza paragonabile alla leggendaria bellezza circassa) sono solo alcuni dei nomi più poetici attribuiti a questi piccoli legumi.

In Cina li chiamano Fagioli dell’amore e sono il simbolo di un profondo legame:

  • regalati da un ragazzo a una ragazza ne dichiarano la volontà di impegnarsi;
  • indossati al polso o al collo da una donna sposata l’aiuteranno a condurre una vita felice;
  • benedetti e posti sotto ai cuscini di una coppia, 6 semi rossi contribuiranno a mantenere eterno l’amore tra due persone.
Collana Isole Marchesi con semi rossi
Collana con semi rossi (Isole Marchesi)

La leggenda cinese dell'amore eterno

Tanto tempo fa, in una lontana provincia cinese, una donna trascorreva giorno e notte sotto un grande albero in attesa del ritorno dell’amato partito per la guerra.

Piangeva e singhiozzava, singhiozzava e piangeva, fino a quando non ebbe più lacrime da versare e dai suoi occhi iniziò a sgorgare sangue.

Le lacrime di sangue caddero a terra una dopo l’altra e si trasformarono in fagioli rossi che germogliarono, crebbero e divennero grandi alberi ricolmi a loro volta di altri piccoli fagioli rossi lucenti.

Per questo motivo da allora i piccoli semi sono considerati un simbolo dell’amore eterno in Cina.

L'origine indiana del portafortuna

È però in India, in particolare nel Kerala – la regione a sud del paese che trabocca di questi semi qui conosciuti con il nome di Manjadi-Kuru – che probabilmente ha origine la magia che li circonda. A partire dalla credenza che portino fortuna e proteggano dal malocchio.

Fino a qualche decennio fa non era inusuale imbattersi in piccoli semi con all’interno piccolissimi elefanti in avorio scolpito (e quando dico piccolissimi intendo veramente piccolissimissimi, considerando che un seme non arriva a misurare 1 cm). Secondo una leggenda Indù, chiunque avesse avuto la fortuna di possedere un seme con all’interno gli elefanti magici (a volte anche 12 pezzi in un unico seme) avrebbe potuto esaudire un desiderio per ogni elefante in miniatura trovato.

Ma per risalire al principio di tutto, occorre fare un ulteriore passo indietro e partire dalla leggenda legata a Guruvayur, il tempio Indù dedicato a Krishna nel Kerala. Qui, un grande uruli (recipiente) è collocato all’ingresso dell’edificio sacro per accogliere il devoto. Al suo interno un’enorme quantità di semi di Manjadi-Kuru di colore rosso brillante viene continuamente rimescolata dalle mani dei fedeli. Si crede infatti che rigirando per tre volte le mani tra i semi, si potrà guarire da tutte le malattie e ottenere prosperità.

Semi rossi portafortuna
Semi rossi portafortuna

La leggenda indiana dell'elefante impazzito

Si narra che un tempo una contadina devota a Krishna decise di raggiungere il tempio a piedi, partendo da una provincia settentrionale del Kerala, attraverso un percorso lungo e pericoloso.

Come consuetudine doveva portare delle offerte al tempio, ma era così povera da non potersi permettere nulla. Decise quindi di raccogliere una grande borsa di bellissimi semi lucenti rossi da un vecchio albero che conosceva.

Quando giorni dopo arrivò affaticata a Guruvayur, era però il primo giorno del mese, quello in cui il sovrano locale si recava al tempio per offrire in dono un elefante a Krishna.

Per fare spazio al sovrano e al suo elefante, tutte le persone vennero bruscamente allontanate dal sentiero, compresa la povera donna che cadde a terra, spargendo tutti i preziosi semi per la strada.

L’elefante mostrò il suo disappunto impazzendo e travolgendo tutto quello che lo circondava. Non riuscendo a fermare l’animale, le persone pregarono le divinità di aiutarle e dall’interno del tempio si udì una voce chiedere: “Dov’è il mio Manjadi-Kuru? Dov’è finito il devoto che voi avete calpestato? Dov’è il dono che ha raccolto per me con amore?”.

Compreso l’accaduto, tutti si affrettarono a scusarsi con la donna e ad aiutarla a raccogliere i semi sparsi a terra in modo che potesse portarli all’interno del tempio. Fu solo allora, dopo che la donna presentò l’offerta alla divinità, che finalmente l’elefante si calmò.

Questo è il motivo per cui da quel giorno all’interno del tempio di Guruvayur è conservato un grande recipiente colmo di semi rossi.

Juliet in Zena | adenanthera pavonina

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JESSICA | JULIET IN ZENA
Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT