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San Felipe de Barajas tra pirati e schiavitù

by Jessica | Juliet in Zena
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(^ω^)
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Colombia | Pensieri in viaggio ~

“Hai visto i pirati?”
Il tono divertito di chi già conosce la risposta mi fa sorridere.
Sono appena rientrata da un viaggio in Colombia e a parlare, mentre mi fissa con occhi intelligenti, è quella che chiamo “nonna”, anche se dal punto di vista genealogico non lo è.

Ci siamo reciprocamente adottate quando mi sono trasferita nella sua città e condividiamo pensieri, racconti, esperienze e libri.
I miei rigorosamente sottolineati, pieni di orecchie e note per ritrovare facilmente quello che non voglio perdere (che poi a volte dovrei farmi un appunto per ricordare dove ho scritto quell’appunto).
I suoi sempre perfettamente intonsi, perché la sua memoria da quasi centenaria è decisamente migliore di quanto la mia sia mai stata.

Divora libri, perlopiù di storia, che poi raccoglie in scatole da darmi. Ricorda a memoria tutti i titoli, gli autori e i numeri delle pagine in cui c’è scritto quel concetto che secondo lei potrebbe piacermi. Va a colpo sicuro, senza titubanza e non sbaglia mai.

“Allora, hai avvistato qualche pirata dal castello di San Felipe de Barajas?”

Rido, mentre mi chiedo se lei non sia in realtà una discendente di Francis Drake. Ovviamente non lo è e (ovviamente) conosce alla perfezione tutta la storia che sto per raccontarle, anche se l’ha letta in qualche libro più di 30 anni fa.

La possente fortezza di San Felipe de Barajas

Vuole parlare della città caraibica di Cartagena. Sa che era un importante centro per il commercio degli schiavi e ci tiene a chiamarla con il nome completo di Cartagena de Indias perché, dice giustamente, va distinta dalla spagnola Cartagena. Nelle foto riconosce le imponenti fortificazioni, compresa la più grande fortezza spagnola mai costruita in territorio coloniale. Ricorda gli anni delle battaglie e i nomi dei corsari che a più riprese assediarono la città. Ascolta. Fa domande. Vuole approfondire. Curiosa, come una bambina che sente una storia per la prima volta, rielabora rapidamente ogni piccola informazione che ancora non conosce. Grande, enorme contenitore di sapere.

Guardo il piccolo sacchetto con i libri che le ho portato, affiancare la grande scatola piena che ha preparato per me. Sento d’essere quel sacchetto. Rivedo lei in quella scatola.

Curiosità

Clicca sulla domanda per leggere la risposta

Cartagena, nel Mar dei Caraibi, era una ricca città coloniale spagnola, principale porto del continente americano. Motivo per cui divenne popolare tra i pirati che la attaccarono molte volte.

Tra i pirati (inglesi, francesi e portoghesi) più famosi, c’è Francis Drake, primo inglese a circumnavigare il globo. Non aveva bende sull’occhio o gambe di legno, era un Sir che si adoperò per “difendere” il proprio regno… alla maniera dell’epoca.

Il porto di  Cartagena, insieme a Veracruz in Messico, era l’unico autorizzato per la tratta di schiavi provenienti dall’Africa.

Le fortificazioni della città che vennero realizzate dagli spagnoli per resistere ai continui attacchi dei corsari, così come il Castello di San Felipe de Barajas e buona parte della città coloniale, furono costruite con il lavoro degli schiavi.

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT