Islanda, viaggio terapeutico lungo la Ring Road

by Jessica | Juliet in Zena
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Islanda, Ring Road | Pensieri in viaggio ~

Viaggiare in auto in Islanda è terapeutico. Se fossi un medico la prescriverei proprio come cura per risolvere gli stati d’ansia e far riappacificare ogni essere umano con se stesso.

Esagero? Forse.

Quello che è certo è che percorrere quasi 3.000 km nella natura incontaminata, ha il grande potere di sbalordire e rasserenare anche i cuori più tormentati.

Islanda, giovane terra di ghiaccio e fuoco

Lì, nel paese più giovane d’Europa dove la terra si sta ancora plasmando e gli arcobaleni si possono toccare, convive una straordinaria combinazione di ghiaccio e fuoco. Lo si vede nel fumo che esce dal suolo e si addensa nell’aria fredda, lo si percepisce immergendosi in sorgenti bollenti circondati da paesaggi innevati, lo si nota appena si lascia la Ring Road, la strada ad anello che ne percorre il perimetro. Perché tutto l’enorme cuore dell’isola è completamente disabitato. Terra dove la natura regna suprema tra distese di ghiacci, altipiani spazzati dal vento e deserti sterili di lava e cenere dominati dalla gelida vastità del Vatnajökull, il ghiacciaio più grande d’Europa.

L'insegnamento della mutevolezza

Mentre si viaggia in questo paese, il pensiero costante è rivolto al cambiamento e alla mutevolezza di tutte le cose.

L’Islanda è l’esempio di quanto la natura sia maestra di vita. Mette a nudo la capacità della realtà di continuare a muoversi, a cambiare e a riplasmarsi. Nel ghiaccio che si dilata e si ritira in un respiro costante con il mutare delle stagioni. In ogni nuova colata di lava che si solidifica raggrinzando il paesaggio. Nella consapevolezza che quella terra, fino a pochi anni fa tenuta in scarsa considerazione, sia oggi una delle mete più frequentate dai turisti.

Chi si sarebbe potuto immaginare che un luogo a lungo ritenuto un insignificante avamposto atlantico ai margini del mondo e spesso addirittura omesso dalle cartine, in cui l’essere umano arrivò tardino e non senza fatiche, avrebbe avuto la propria rivincita nel 2010 con l’eruzione dell’Eyjafjöll? Perché diciamolo, fino a quel momento l’Islanda era terra per pochi, per amatori, scienziati e fotografi professionisti. Eppure bastò un’eruzione, che mandò in tilt il traffico aereo d’Europa, per far puntare i riflettori dell’industria turistica in quella direzione.

Così ancora oggi, sotto la pressione di un flusso turistico che supera di 6, 7, 8 volte la popolazione del paese e che determina l’inevitabile deterioramento dei luoghi più visitati, la natura continua a cambiare, a modificarsi e a insegnare.

La terapia sta tutta lì. Nel fermarsi a osservarla.

Curiosità

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La RING ROAD con in suoi 1.335 km (830 miglia) è la strada più lunga d’Islanda e l’unica che ne percorre il perimetro.

Il Vatnajökull è la quarta massa di ghiaccio più grande al mondo (dopo quelle di Antartide, Groenlandia e Patagonia).

Non è chiaro quando l’uomo arrivò in Islanda per la prima volta. Forse con i monaci irlandesi nel VI secolo. Forse molto prima se l’Islanda fosse la leggendaria terra di Thule raccontata dall’esploratore greco Pitea. Certamente iniziò ad entrare nelle cronache europee con i Vichinghi del IX secolo.

Film consigliato

  • "I sogni segreti di Walter Mitty" di Ben Stiller

È un bellissimo film che conquisterà chi sarà in grado di cogliere nella scelta delle immagini un significato poetico più profondo. Ambientato in gran parte in Islanda, porta in scena con leggerezza il cambiamento, i sogni che spesso siamo costretti a mettere nei cassetti e il viaggio interiore.

Walter Mitty è impiegato presso LIFE, sogna ad occhi aperti e gli piace immaginarsi come un eroe che vive grandi avventure. Il suo sogno diventerà realtà quando partirà alla ricerca della foto per la copertina dell’ultimo numero di Life.

Fonte: Primevideo.com

I sogni segreti di Walter Mitty

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