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Aotearoa, la Nuova Zelanda dei Māori ~

Per secoli i Māori sono stati i Tangata Whenua (popolo della terra) di Aotearoa, la terra della lunga nuvola bianca.

Un nome appropriato, scelto per indicare quel remoto territorio solcato da nuvole di vapore che, secoli più tardi, venne ribattezzato Nuova Zelanda (anche se per la precisione il termine Aotearoa identificava in origine solo la North Island).

Tra mito e storia

Sono passati circa 1000 anni da quando il popolo Māori seguì l’esploratore Kupe a bordo delle waka (imbarcazioni), lasciando l’isola polinesiana di Hawaiki (oggi sconosciuta) per approdare su queste terre.

Secondo la leggenda, prima di lui e sempre a bordo di una waka, era però giunto qui il dio polinesiano Māui che aveva dato origine alla terra, pescandola letteralmente dall’Oceano. Per questo motivo le isole del nord e del sud sono conosciute rispettivamente con i nomi māori Il pesce di Māui e La canoa di Māui.

Cultura māori tra passato e presente

La cultura autoctona neozelandese ha una storia fatta di tradizioni antiche, portate avanti dai locali sotto la guida di un sovrano tuttora esistente, ma privo di potere legale e giudiziale.

Dopo l’iniziale difficile convivenza forzata con gli invasori colonici, la Nuova Zelanda si sta muovendo oggi sempre più fortemente verso il ripristino delle tradizioni native, a partire dal rispetto dei luoghi sacri e dei nomi originari nella toponomastica, che stanno via via affiancando o sostituendo quelli imposti dagli stranieri.

Tā moko, tatuaggi māori

La società māori tradizionale è basata sulla suddivisione in iwi (tribù), sottotribù e famiglie. Risultava quindi importante definire, anche visivamente, l’appartenenza e lo status delle persone.

Questo è lo scopo principale del tā moko, il tatuaggio.

Utilizzato sia dagli uomini sia dalle donne per riflettere il whakapapa (l’origine familiare) ma anche per comunicare le abilità acquisite.

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