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Kayaw, la tribù delle colline del Triangolo d'Oro

by Jessica | Juliet in Zena
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Triangolo d’Oro | Racconti di viaggio ~

Bellissima. Lo sguardo profondo che mi sorride, incorniciato da enormi lobi allargati da cilindri d’argento.

Bellissima. Nella veste a righe con le morbide frange che le ricadono sul braccio. Collane imperlate di monete indiane e britanniche tintinnano attorno al collo e alle ginocchia, mentre spirali di ottone le avvolgono la gamba all’altezza della caviglia e del polpaccio.

Bellissima. Fiera donna Kayaw con i segni del tempo a impreziosirle il viso. Figlia di una diaspora silenziosa tutt’ora in corso.

Triangolo d'Oro buia terra di confine

Vorrei chiederle moltissime cose e ho l’impressione che lei desideri altrettanto, ma non troviamo una lingua comune. Così mi siedo in silenzio e insieme osserviamo le donne che tessono davanti a noi.

Casupole di legno e paglia ci circondano nel piccolo villaggio sulle colline nell’estremo nord della Thailandia, a pochi chilometri dal Myanmar. Varcare il confine e raggiungere gli altri villaggi, isolati sui pendii avvolti dalla nebbia, è oggi impossibile. La guerra civile birmana che aveva trovato tregua nel 2012 è ripartita dopo il golpe del 2021. Invisibile ai media di buona parte del mondo.

È un luogo particolare questo. Un angolo di pace a pochi passi dai fratelli intrappolati dalla guerriglia. Inserito in un programma culturale più esteso e controverso, che lo sta lentamente trasformando in un’attrazione turistica, con lo scopo di preservare e far conoscere ai viaggiatori costumi, tradizioni e artigianato.

Gli stessi Kayaw hanno visioni contrastanti in merito. Perché se il desiderio di reintegrarsi con il mondo esterno e uscire dalla povertà è forte quanto il rischio di mercificazione etnica, altrettanto vivo è il desiderio delle donne di non abbandonare i propri costumi tradizionali. A partire dalle spire d’ottone, parte di loro nella vita e nell’eternità.

Curiosità

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No, i Kayaw sono solo una delle minoranze etniche delle zone di confine del Sud-Est Asiatico. Con loro anche Akha, Hmong, Karen, Kayan (Padaung), Lahu,  Lisu, Mien (Yao).

Nel lato thailandese del Triangolo d’Oro.

Per il lato birmano dopo il colpo di stato del 01 febbraio 2021, vedere gli aggiornamenti della Farnesina.

La situazione in Myanmar è instabile. L’accesso alle aree del Triangolo d’Oro birmane è consentito solo con autorizzazione del governo locale. Quest’area è luogo di rifugio di contrabbandieri, sfollati e gruppi etnici armati che fuggono dagli attacchi.

Clicca qui per visualizzare il rapporto sui diritti umani in Myanmar di Amnesty International.

Un po' di storia

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Il Triangolo d’Oro è una zona montuosa del sud-est asiatico, compresa tra Myanmar, Thailandia e Laos.

Sì, insieme all’Afghanistan, questa è una delle due aree asiatiche destinate alla coltivazione del papavero da oppio. Il nome Triangolo d’Oro è infatti riferito al pagamento dello stupefacente che avveniva con barre d’oro nelle città di frontiera. 

  • Per secoli le nazioni europee avevano importato dalla Cina più di quanto vi avessero esportato. Questo aveva creato degli scompensi nei bilanci dei singoli paesi. 
  • Per pareggiare i conti, nel 1800 la Compagnia delle Indie Britanniche, che gestiva la produzione di oppio nel Bengala, iniziò a commercializzare illegalmente la sostanza in Cina, dove era vietata. La reazione della Cina portò alle famose Guerre dell’Oppio.
  • In seguito agli sviluppi dei conflitti e agli interessi commerciali collegati alla vendita, vennero individuate nuove aree in cui avviare la produzione. Dalla metà del 1900 il Triangolo d’Oro e la Mezzaluna d’Oro (Afghanistan, Iran e Pakistan) sono tra queste. 
Foto scattata dal Golden Triangle Viewpoint

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT