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Groenlandia, la terra verde di Erik il Rosso

by Jessica | Juliet in Zena
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Groenlandia la terra verde tra mito e realtà ~

Tra le migliori strategie promozionali della storia c’è quella che Erik il Rosso ideò per invogliare le persone a trasferirsi in Groenlandia, anche se più che di realtà accertata, si tratta di un centrifugato di saghe norrene con un pizzico di ipotesi.

Ve lo immaginate l’esploratore nordico approdare sull’isola più vasta del pianeta? Deve aver guardato la costa leggermente verdeggiante e aver pronunciato la frase “La chiameremo Grønland (Terra Verde), perché con un bel nome la gente sarà ben disposta a venirci a vivere”.

Groenlandia la terra verde, Ilulissat

Colonia isolata tra mare e ghiaccio

Poco importava se le aree interne fossero (forse) coperte di ghiaccio, se la terra più vicina (l’Islanda) fosse comunque lontana, se la traversata risultasse lunga e pericolosa, se le materie prime vennero velocemente consumate e se gli inuit, che tra una migrazione e l’altra erano già giunti dall’Asia qualche migliaio di anni prima, non si sarebbero mostrati felici dei nuovi vicini.

Poco importava davvero, perché la sua strategia funzionò. Tanto che la colonia restò attiva per quasi mezzo secolo, prima d’essere misteriosamente abbandonata.

Inuit, Thule e balenieri

Tra rivendicazioni più o meno recenti, richieste di indipendenza (l’isola è danese) e “nuove” lingue ufficiali (il kalaallisut è l’unica lingua ufficiale solo dal 2009), girovagando per la cittadina di Ilulissat ci si imbatte in buona parte di questa storia.

La popolazione è prevalentemente inuit, ma vive in colorate case scandinave. I giovani biologi sono per lo più danesi, ma il museo etnografico cittadino mostra abiti, utensili e abitazioni tradizionali. Verso il fiordo spuntano le rovine di un insediamento Thule, ma se si solca per pochi chilometri uno dei mari più pescosi del pianeta, si arriva a Oqaatsut piccolo villaggio abitato in passato da balenieri olandesi.

È notte fonda, il cielo estivo illumina ancora tutto a giorno e i ragazzini giocano a pallone in un campetto di terra battuta. Sono in maniche corte, loro. La ragazza che mi passa accanto è pure in infradito, lei. Io avanzo nel mio piumino d’oca, perché siamo pur sempre sotto zero. Ci squadriamo reciprocamente dalla testa ai piedi e scoppiamo a ridere. Esseri appartenenti a due diverse porzioni dello stesso mondo.

Curiosità

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In tutta la Groenlandia ci sono solo 100 km circa di strade e quasi tutte finiscono in periferia. L’unico modo per spostarsi da una città all’altra è via mare o con piccoli aerei.

No, l’utilizzo degli igloo (per lo meno in Groenlandia) era meno diffuso di quanto si pensi.

Le abitazioni tradizionali inuit in roccia e torba sono state utilizzate fino agli anni 40 del secolo scorso. In estate, per spostarsi facilmente durante la caccia, venivano invece adoperate tende in pelle di foca.

In passato, il colore delle case era codificato secondo la loro funzione.

Ad esempio: giallo per ospedali e case di personale medico,  blu per attività collegate alla pesca,  rosso per scuole, case di insegnanti e ministri e così via. Questo permetteva a chiunque arrivasse in un nuovo villaggio di trovare facilmente il servizio o lo persona di cui necessitava.

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT