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Pensieri scompigliati tra le rovine maya di Cobá

by Jessica | Juliet in Zena
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(^ω^)
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Messico, Cobá | Pensieri in viaggio ~

La foto qui sotto, diciamolo, non è delle migliori. È anche fuori fuoco. Eppure è una delle mie preferite.

Sarà che non ho mai imparato a scattare selfie e nelle mie foto non ci sono quasi mai.

Sarà che, anche quando si viaggia in compagnia, è quello che circonda a catturare l’attenzione. Così, di fotografarci, ce ne dimentichiamo proprio.

Sarà che mi ricorda l’avventura incredibile di 4 amici in una macchina, attraverso 8 stati del Messico cantando a squarciagola POMODORAAA (sono piuttosto certa che il titolo originale spagnolo non fosse esattamente questo, ma a noi piaceva così).

O forse sarà semplicemente che, tutto sommato, le foto un po’ sfocate non mi dispiacciono. 

Confini dissolti

Perché nella sfocatura si disperdono i confini. Si scioglie il pensiero d’essere protagonisti e si diventa spettatori in movimento. Di passaggio. Tutto diventa parte di un insieme in un sotto-sopra che si confonde.

Sono foto un po’ scompigliate le foto mosse. Come sono spesso scompigliati i pensieri in viaggio.

Come quando lo sguardo, che si è fatto strada tra le rovine Maya di Cobá inglobate nella vegetazione, finisce invece con il soffermarsi sull’acqua esondata dai laghi circostanti durante l’inondazione del 2013. In un istante “sfocato” che dissolve le priorità.  

Curiosità

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Principalmente dalla posizione: situata tra due lagune, l’area più esterna della zona archeologica di Cobá è a volte soggetta a inondazioni.

Per molti motivi: il sito è meno frequentato di altri e completamente immerso nella vegetazione, inoltre tra le rovine si trovano la piramide maya più alta dello stato e un bel campo per il gioco della palla mesoamericana.

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT