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Chūka soba, il delizioso ramen di Takayama

by Jessica | Juliet in Zena
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(^ω^)
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Ramen di Takayama, dalla Cina al Giappone ~

Chissà perché il ramen rende così felici. Infilare la testa in quella ciotola di brodo e perdersi in profumi, colori e sapori semplici e avvolgenti mi stampa sul viso un sorriso automatico, non lo controllo.

Che poi… dire “ramen” è generico quanto dire “pasta”, visto che ricette, ingredienti e segreti di cottura hanno innumerevoli varianti regionali e familiari. È un po’ come per le “lasagne” in Italia: cambiano di casa in casa e aprono dibattiti su quale sia la versione “più autentica” o “più buona”. 

Così, se le mie lasagne preferite sono quella che faranno rabbrividire i puristi (senza crosticina, con molto ragù e l’aggiunta di prosciutto cotto e formaggio), tra i miei ramen preferiti c’è sicuramente quello di Takayama: caratterizzato da pochi ingredienti in perfetto equilibrio.

Non so dire se la ricetta di oggi sia effettivamente la stessa della bancarella in cui ebbe origine e di cui porta ancora il nome CHŪKA SOBA (noodles sottili di origine cinese). Quello che so per certo è che crea dipendenza.

Ramen di Takayama

Curiosità

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In Giappone (ma anche in Cina e in Corea) esiste una varietà incredibile di ramen, alcuni molto particolari.

Una delle mie preferite è la versione in cui al ramen viene aggiunto il grasso di maiale (背脂) per dare un sapore più ricco. Una vera gioia da gustare nelle giornate più fredde.

Ramen grasso
Il ramen GRASSO (di nome e di fatto), mangiato a Kyōto al termine di una giornata piovosa.

Anime consigliato

  • "Your Name" di Makoto Shinkai

Oltre alla comparsata del ramen di Takayama, in questo film d’animazione la rappresentazione delle ambientazioni è sublime. Il realismo con cui ogni luogo è ricreato, rende strade, ponti e scorci perfettamente riconoscibili nella realtà. 

Uno scambio di anime e corpi che nasconde una parabola universale e senza tempo, semplice e insieme spettacolare

Un giorno Mitsuha, ragazza che vive a Itomori, sogna di essere un ragazzo che vive a Tokyo. Taki, ragazzo di città, a sua volta sogna di essere una ragazza in un paesino tradizionale in montagna. Presto scopriranno che l’esperienza di vivere nel corpo dell’altro è reale. E la ricerca dell’altro da sé, di cui è impossibile ricordare il nome, diverrà un’ossessione. È raro incontrare un film il cui titolo termini con un punto fermo. Un segno che ha il preciso scopo di rafforzare ciò che viene prima e chiuderne il concetto, prima di passare ad altro. Your Name., ovvero “Il tuo nome”. O, ancora, la ricerca disperata di ciò che più ci aiuta a riconoscere l’altro, e che si traduce anche in un viaggio nella comprensione della propria identità. Una storia distribuita su differenti piani spazio-temporali e ricca di complesse interconnessioni, che sorprendentemente si è tradotta in un risultato commerciale senza precedenti in Giappone e in Cina.

Fonte: Mymovies.it

Your name, ramen di Takayama

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