Samoa

A dieci anni dall’uscita del film d’animazione Oceania, la storia di Vaiana e del semidio Maui è tornata sul grande schermo in una versione live action Disney diretta da Thomas Kail. Moana, questo il titolo originale dell’opera, riprende il racconto ambientato sull’isola immaginaria di Motunui e lo affida a Catherine Lagaʻaia e a Dwayne Johnson. La nuova versione ripercorre la vicenda del film del 2016, ma attraverso un linguaggio visivo differente e un cast composto da interpreti provenienti dalle comunità del Pacifico. Nel passaggio al live action ciò che nell’animazione veniva affidato al disegno e alla stilizzazione viene ricostruito attraverso la narrativa culturale di corpi, materiali, oggetti, architetture e gesti concreti. Ve ne parlo in questo articolo ricchissimo di contenuti. 

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Nelle culture del Pacifico e dell’Asia orientale, la questione dell’identità di genere non è un fenomeno nuovo né esclusivamente moderno. Al contrario, molte società precoloniali hanno storicamente riconosciuto forme di espressione del sé che sfuggivano alla dicotomia binaria maschile/femminile, eterosessuale/omosessuale. Tuttavia, i modi in cui queste identità venivano integrate nel tessuto sociale differiscono da quelli attuali. Dalla polinesiana Samoa alle Hawaii, fino a Corea del Sud, Giappone e Cina orientale, ecco un approfondimento delle rappresentazioni di genere dalla tradizione ai drama contemporanei.

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