L’immagine dei “cacciatori di teste” evoca scenari esotici e spaventosi, spesso alimentati da stereotipi occidentali che dipingono questa pratica come una manifestazione di primitivismo e violenza gratuita. In realtà, il rituale della presa della testa è una tradizione complessa e profondamente radicata in diverse culture, con scopi che vanno oltre la semplice guerra o la dimostrazione di forza. Dall’Amazzonia al Borneo, passando per l’Oceania e il Sud-Est Asiatico, la testa del nemico non era un trofeo macabro, ma un contenitore di potere spirituale.
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