Home » Etnologia e dintorni » Culti e tradizioni » Case rurali khmer

Le case rurali khmer, palafitte tradizionali

by Jessica | Juliet in Zena
3,K views
(^ω^)
Reset

Architettura contadina cambogiana ~

Tra i banani e le palme da cocco lungo le strade extraurbane cambogiane, spuntano le file di tetti delle case rurali khmer. Piccoli raggruppamenti di palafitte in legno disposte in linea sulla terra polverosa, protetti dalla fitta vegetazione che scherma il sole cocente e i venti monsonici.

Bambini si rincorrono. Bufali d’acqua riposano all’ombra degli edifici dopo una giornata di lavoro nelle risaie. Alcune donne siedono rilassate sul pavimento all’ingresso, rinfrescate dalla ventilazione naturale dell’architettura tradizionale.

Sono scene di quotidianità del popolo cambogiano che nelle zone di campagna vive in abitazioni dalla struttura tipica: quella di una grande palafitta.

Casa rurale khmer, villaggio
Villaggio lineare con case rurali khmer

Il piano inferiore come un portico

Il piano inferiore è totalmente aperto sui lati e con la pavimentazione in fresca terra battuta. La costruzione che lo sovrasta funge da grande ombrello rendendo il riparo arioso e asciutto.

Luogo perfetto per passare del tempo seduti sul basso tavolo multiuso (una sorta di pedana di legno) o dondolando sull’amaca. Area di ritrovo in cui trascorrere la quotidianità durante la bella stagione, è anche lo spazio in cui possono trovare posto gli animali e un deposito.

Casa rurale khmer, il piano inferiore
Il piano inferiore è utilizzato come riparo per persone e animali

Il piano superiore rialzato contro gli allagamenti

Attraverso una scala esterna si accede al piano superiore sorretto da pali in legno. Si tratta dell’edificio vero e proprio al cui interno si trovano le camere da letto e il soggiorno.

Chiuso ai lati da pareti realizzate con stuoie di bambù o paglia (secondo la tradizione) o assi di legno con finestrelle (nello stile più moderno) è coperto da un tetto dalla forma caratteristica che lo rende un riparo sicuro durante la stagione delle piogge, quando gli allagamenti sono frequenti e il piano inferiore può venire sommerso.

E la cucina?

Cucina e bagno sono solitamente situati nel retro, in un edificio adiacente.

All’interno del villaggio si vengono così a creare due ulteriori aree separate:

  • il fronte, rivolto verso la strada, è quello predisposto per svolgere le attività quotidiane comunitarie e accogliere gli ospiti;
  • il retro, da cui si accede alle risaie, è invece quello dedicato alle attività private.
Bambini che giocano in un villaggio khmer
Bambini che giocano a nascondino tra le case khmer

Il futuro delle case tradizionali

Il sole cala e una signora ci sorride dall’interno di un’abitazione.

Anziana, pacifica. Alle sue spalle la trave del tetto è tappezzata di foto dei familiari defunti, alcuni giovanissimi. È una sopravvissuta all’orrore del genocidio dei Khmer Rossi che ha decimato la popolazione cambogiana fino a renderla una di quelle con l’età media più bassa al mondo.

Il contrasto tra le due diverse generazioni che ho davanti agli occhi è enorme.

Sotto di lei e tutt’attorno nel villaggio risuonano le risate dei bambini che scalzi vanno a destra e sinistra alzando un gran polverone mentre corrono a nascondersi un attimo tra le palme, un altro dietro a cataste di legna. Non hanno memoria delle mostruosità del passato e sono spensierati esattamente come dovrebbero essere. Fanno parte della generazione destinata a traghettare la Cambogia verso nuovi ricordi collettivi e il loro sguardo è già rivolto all’esterno e ai cambiamenti in atto nelle grandi città.

Uno sparuto gruppo.

Eppure davanti alla loro energia, dirompente come la modernità che incalza dall’esterno, il vecchio legno delle case tradizionali mi sembra inizi già a scricchiolare un po’.

Curiosità

Clicca sulla domanda per leggere la risposta

Sì. Nei centri urbani le abitazioni sono in muratura. Come lo sono quelle delle famiglie più benestanti nelle campagne. Le case in muratura sono considerate più sicure e sono simbolo di un certo status.

Tradizionalmente sì. Ad esempio se un membro della famiglia si ammalava, si pensava che fosse a causa della sfortuna e di conseguenza veniva abbandonato l’intero villaggio per trasferirsi altrove.

L’usanza di costruire abitazioni su palafitte è diffusa anche in altre aree soggette a forti precipitazioni annuali, come ad esempio in Laos. Ma si possono trovare anche in Cina, nelle regioni in cui vivono le etnie Dong e Hmong

Potrebbe interessarti anche

JESSICA | JULIET IN ZENA
Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT