Bayon, il tempio Khmer dei 216 sorrisi

by Jessica | Juliet in Zena
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Bayon, il cuore di Angkor ~

Un quadrato di terreno di 50 km per lato che ospitava oltre un milione di persone, in tempi in cui Parigi non arrivava a 60.000. È Angkor, uno di quei luoghi in cui vorresti piazzare una tenda e restare accampato per mesi e mesi, tante sono le cose da vedere, scoprire e approfondire.

Lì, nel fitto della vegetazione che ha letteralmente fagocitato gli edifici, si ammassano templi, palazzi, bassorilievi, fossati, statue, terrazze e turisti. 

Accorrono da tutto il mondo nella suggestiva “città” per ammirare Angkor Wat, il capolavoro di perfezione classica di cui non parlerò oggi.

Racconterò invece del “disordinato” e barocco Bayon, eretto nel cuore di Angkor Thom, allora capitale. Al tempo certamente doveva apparire più ordinato di oggi, con quei suoi testoni di pietra che ti circondano e ti scrutano dall’alto.

Giganti gentili

Sorridenti. Sereni. Giganti. Custodi di un nuovo linguaggio architettonico che si è mostrato vivace e spontaneo fin dalla sua progettazione… se di progettazione si può parlare.

Perché ampliato, modificato e variato in corso d’opera, il Bayon vive e respira, libero dai rigidi costrutti cosmologici.

Vivono le centinaia di teste benevole che con il loro sguardo avvolgono in un abbraccio cosmico. 

Vivono le sue pareti, con i bassorilievi di incredibile realismo, in cui le armate marciano in modo scomposto mostrando tutta la fatica della battaglia, mentre la vita quotidiana del popolo Khmer prosegue tra mercati, scene di parto e proposte di matrimonio.

Incredibilmente lì, in quel mondo di pietra in cui il tempo è immutabilmente scolpito, palpita e respira la vita.

Curiosità

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ANGKOR significa “città” (dal sanscrito nagara).

PRASAT (in lingua khmer, prāsāda in sanscrito) sono i santuari a torre.

DEVARAJA era il re (rājā) divino (deva), perché tra i Khmer il sovrano era venerato come una divinità.

Il Bayon è un tempio-montagna induista-buddhista e sorge nel centro esatto di Angkor Thom. È facilmente riconoscibile grazie ai suoi 216  volti dal sorriso sereno.

Poiché il sovrano era venerato come una divinità, i volti raffigurano probabilmente sia il bodhisattva della compassione Avalokiteśvara sia Jayavarman VII, il re che edificò il tempio.

BODHISATTVA (colui la cui essenza è illuminazione) è un futuro Buddha che ritarda l’uscita dal nirvana per soccorrere gli uomini.

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Dall'Asia al Pacifico (con sconfinamenti), racconto e illustro culture e angoli di mondo tra pensieri scompigliati, progetti e litri di tè + curo la collezione del WASHI-NINGYŌ PROJECT